Maurice Leblanc


nacque in Normandia, a Rouen, l’11 novembre 1864, secondogenito di un italiano, naturalizzato francese. Trasferitosi a Parigi, frequentò l’intellighenzia del tempo, ma gli autori cui egli teneva di più furono Flaubert, di Rouen come lui, e Maupassant, che ritenne suo maestro e dal quale fu sostenuto. Nel 1905, spinto dall’amico editore Pierre Lafitte, pubblicò senza alcuna convinzione il racconto L’arresto di Arsène Lupin. Il successo immediato lo portò a continuare le avventure dello straordinario ladro gentiluomo, divenuto celeberrimo, con una incessante, felicissima produzione che durò fino al 1941, anno della sua morte. La sua casa nella località di Étretat è oggi divenuta il museo Le Clos Arsène Lupin. La Newton Compton ha pubblicato Le avventure di Arsenio Lupin, ladro gentiluomo; Il tappo di cristallo; Il triangolo d’oro e L’isola delle trenta bare.

A cura di Gabriel-Aldo Bertozzi

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Quando Gilbert viene catturato dalla polizia, affida al complice Lupin un tappo di bottiglia di cristallo. Sa che lo aspetta la condanna alla ghigliottina, perciò prega l’amico di custodirlo con grande cura, ma senza spiegargliene il motivo. Arsène Lupin dovrà cercare di scoprire il mistero legato a quel tappo di cristallo, indagando sulla vita privata di Daubrecq, un uomo politico senza scrupoli. Da mago dei travestimenti, si infiltrerà in casa sua nelle vesti di vecchio maggiordomo...

A cura di Gabriel-Aldo Bertozzi
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Un mutilato di guerra, il capitano Patrice Belval, sventa un tentativo di rapimento di un’infermiera, conosciuta con il soprannome di Mamma Coralie. Innamoratosi di lei, il capitano scopre ben presto che è sposata, in occasione del feroce assassinio del marito. Questo crimine è legato a un complotto per svuotare la Francia delle sue riserve auree (la prima guerra mondiale è in pieno svolgimento) e anche a un mistero che unisce i due giovani. Per sbrogliare questi grovigli e difendersi da un implacabile avversario, Belval si rivolge proprio ad Arsène Lupin, il ladro gentiluomo. Che però si dice sia morto…

A cura di Gabriel-Aldo Bertozzi
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Mescolando abilmente giallo, fantasy e fantascienza, in questo romanzo Maurice Leblanc chiama in causa Arsène Lupin per districare il misterioso caso di una duplice sparizione, quella del padre e del figlio della bella Véronique d’Hergemont. Quasi tutta l’azione si svolge sull’enigmatica (e immaginaria) isola di Sarek. Qui gli sforzi indagatori e risolutori del ladro gentiluomo si concentreranno per individuare le trame sotterranee di una scandalosa vicenda di orgoglio e vendetta.

A cura di Gabriel-Aldo Bertozzi
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Il romanzo al centro della serie TV Lupin su Netflix


Che sorta di “ladro” è Arsène Lupin? “Ladro gentiluomo” è la definizione, coniata dall’autore stesso per il primo volume del ciclo, dell’affascinante e irraggiungibile Lupin, amato dalle donne, ammirato dagli uomini, idolatrato dai giovani. L’affascinante Arsène è anche conosciuto come “il Robin Hood della Belle Époque”, e l’abbinamento è legittimo, tranne che per un particolare: Lupin non ha armi se non la propria intelligenza, perspicacia, intuizione. Perfino i rappresentanti della giustizia, che pure non vedono l’ora di catturarlo, sono fermamente convinti che un delitto non potrebbe mai essere opera sua. Si traveste...

A cura di Gabriel-Aldo Bertozzi
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Nel 1905 l’editore Pierre Lafitte, colpito dal successo del celebre detective inglese Sherlock Holmes, chiese all’amico scrittore Leblanc di creare un personaggio francese da contrapporgli. Così, con il racconto L’arresto di Arsène Lupin, subito dopo inserito con altri in volume, iniziò il ciclo. Nello stesso periodo si parlò molto in Francia delle avventure del celebre anarchico Alexandre Marius Jacob, che rubava ai ricchi e donava ai poveri, al quale pare si sia ispirato Leblanc.
Che sorta di “ladro” è Arsène Lupin? “Ladro gentiluomo” è la definizione, coniata dall’autore stesso, dell’affascinante e irraggiungibile Lupin, amato dalle donne, ammirato dagli uomini, idolatrato dai...